Fontanelle di Roma: i nasoni come patrimonio urbano
In ogni quartiere di Roma c’è almeno una fontanella.
Non come eccezione, ma come regola.
I nasoni sono uno dei segni più costanti e meno raccontati della città eterna.
Il nasone di via zanardi
Il Contesto - Immersa nel paesaggio urbano di Colli Aniene esiste una prospettiva fatta di verde e di natura.
Una fontanella qualunque, quasi invisibile; ma quanta acqua scorre e scorrerà
Il nasone di oggi puoi incontrarlo all’incrocio tra viale Ettore Franceschini e via Francesco Zanardi.
Non è segnalata, non è raccontata, non è “speciale”.
È semplicemente lì, come tante altre.
Serve il quartiere, i passanti, chi porta il cane, chi rientra a casa, chi si ferma un attimo.
Da da bere agli assetati.
Fa parte del paesaggio quotidiano di Colli Aniene, un quartiere nato e cresciuto con una forte identità residenziale, fatto di strade ampie, spazi condivisi, vita comunitaria.
Ed è proprio questa normalità a renderla interessante.
Il Primo Piano - Tutte uguali ma tutte diverse.
Non avendo aneddoti particolari legati a questa fontanella, l’occasione diventa perfetta per allargare lo sguardo.
Perché quella di Colli Aniene non è un’eccezione:
è parte di un sistema molto più grande.
A Roma esistono circa 2.500 fontanelle pubbliche, distribuite ovunque:
dal centro storico alle periferie, dai quartieri più antichi a quelli più recenti.
I famosi nasoni nascono nel 1874, per volontà del sindaco Luigi Pianciani, con un obiettivo chiaro:
rendere l’acqua potabile accessibile a tutti.
Una scelta che non è solo tecnica, ma culturale
Sto cercando testimonianze, documenti e fotografie che possano raccontare il quartiere di Colli Aniene..
Se possiedi immagini o ricordi contattami, sono preziosi per ricostruire questa storia collettiva.
Punti vi vista
Il Dettaglio - L'elemento principale e l'itervento umano
Quel gesto che ogni romano conosce
C’è un dettaglio che unisce generazioni diverse di romani:
quel forellino in alto sulla cannella.
Tappi il getto principale e l’acqua sale, formando lo zampillo.
Un gesto istintivo, imparato da bambini, ripetuto senza pensarci.
Se sei de Roma, questa cosa la sai pè forza.
Non credo esista un romano che non l’abbia mai fatto, anche solo per gioco.
Eppure dietro a quel gesto c’è anche scienza:
all’università, durante un corso di Idraulica, proprio i nasoni vennero usati per spiegare il concetto di altezza piezometrica.
Zitte e bone come stanno, le fontanelle hanno anche una funzione educativa, oltre che pratica.
Riflessi
l’acqua come democrazia urbana
Dall’antica Roma degli acquedotti fino a oggi, l’acqua pubblica è sempre stata un simbolo di democrazia urbana.
Non importa dove ti trovi:
se sei in centro o in periferia, l’acqua è la stessa.
Accessibile, gratuita, continua.
I nasoni raccontano questa idea meglio di qualsiasi monumento:
una città che sceglie di condividere ciò che è essenziale.
Grazie a questo contest ho scoperto anche Fontanelle.org,
un’iniziativa che va esattamente in questa direzione.
Mappare le fontanelle, valorizzarle, ricordare che non sono scontate.
Che esistono perché qualcuno, nel tempo, ha scelto di considerare l’acqua un bene comune.
Un patrimonio che dura da secoli e che continua a funzionare, spesso senza che ce ne accorgiamo.
Anima Fluida è un progetto fotografico dedicato ai Nasoni di Colli Aniene.
Una goccia al mese. Una storia alla volta.
Un lavoro di Fabrizio Colarossi.
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