Quanto è sicura casa nostra?

Vigili del Fuoco con autoscala davanti a un condominio durante un incendio in appartamento, con fumo che esce dai piani alti.

Gli incendi di questi giorni a Roma mi hanno fatto guardare la casa da un punto di vista diverso

Sabato mattina ero a Colli Aniene per un appuntamento di lavoro quando mi sono accorto che stava accadendo qualcosa di serio.

In via Efisio Orano erano intervenuti i Vigili del Fuoco. Mi sono avvicinato fino ad arrivare sotto il portone e ho assistito quasi in diretta alle operazioni: una squadra cercava di raggiungere l’appartamento attraverso il balcone con l’autoscala, mentre un’altra tentava di entrare dall’interno dello stabile.

Ho girato alcune immagini che documentano quei momenti.

Purtroppo, solo successivamente si è compresa fino in fondo la gravità dell’accaduto: nell’appartamento interessato dall’incendio una persona ha perso la vita.

Il giorno successivo Roma è stata colpita da un’altra tragedia, con un altro incendio mortale in un’abitazione di via Val Cristallina, nella zona di Città Giardino-Monte Sacro.

Le cause dei due incendi sono oggetto di accertamento e non avrebbe alcun senso formulare ipotesi.

Ma assistere da vicino a quanto accaduto mi ha lasciato una domanda:

quanto è sicura la casa nella quale viviamo ogni giorno?

La casa ci sembra sicura. Forse anche troppo.

La casa è il luogo nel quale normalmente ci sentiamo più protetti.

La conosciamo, sappiamo dove sono le cose, ci muoviamo al suo interno senza quasi pensarci.

Ed è probabilmente proprio questa familiarità a farci abbassare l’attenzione.

I dati più recenti della sorveglianza PASSI dell’Istituto Superiore di Sanità raccontano un dato curioso: nel biennio 2023-2024 soltanto 7 persone su 100 consideravano alto o molto alto il rischio di avere un incidente domestico.

Eppure quasi 3 adulti su 100 hanno dichiarato di aver avuto nell’ultimo anno un incidente in casa tale da richiedere cure mediche.

Il problema, quindi, non è vivere pensando continuamente al pericolo.

È evitare di dare per scontato che, siccome siamo a casa, siamo necessariamente al sicuro.

Incendi: spesso il rischio è nelle cose più normali

Cucina domestica con pentola sui fornelli, elettrodomestici e vapore durante la cottura.

Le nostre abitazioni contengono contemporaneamente elettricità, fonti di calore e materiali combustibili.

La cucina ne è probabilmente l’esempio più evidente: fornelli, forno, piccoli elettrodomestici, olio, carta, tessuti.

Poi ci sono prese elettriche, multiprese, prolunghe, apparecchi per il riscaldamento, candele, camini e tutti gli oggetti che utilizziamo quotidianamente.

I Vigili del Fuoco richiamano proprio l’attenzione sulla corretta gestione delle fonti di calore, dei materiali combustibili e degli impianti elettrici, mentre l’Istituto Superiore di Sanità ricorda i rischi legati a prese sovraccariche, elettrodomestici utilizzati in modo scorretto e impianti non adeguati.

Il problema è che molte situazioni diventano invisibili proprio perché sono abituali.

Una multipresa sovraccarica.

Un cavo deteriorato che rimandiamo da mesi di sostituire.

Una pentola lasciata qualche minuto sul fuoco.

Una stufa troppo vicina a un tessuto.

Una candela dimenticata accesa.

Quel pericolosissimo: “l’ho sempre fatto e non è mai successo niente”.

Ma sicurezza domestica non significa soltanto incendio

Approfondendo l’argomento mi sono reso conto che concentrarsi esclusivamente sugli incendi sarebbe un errore.

Corridoio di casa con tappeti e accesso al bagno, elementi da considerare nella prevenzione delle cadute domestiche.

Gli incidenti domestici più comuni sono spesso molto meno spettacolari.

Cadute, ustioni, tagli, urti, intossicazioni.

E soprattutto le cadute meritano attenzione.

Secondo i dati PASSI d’Argento 2023-2024, un anziano su cinque ha riferito almeno una caduta nei dodici mesi precedenti l’intervista, e le cadute avvengono prevalentemente all’interno della casa.

Basta pensare a quanti elementi apparentemente innocui possono cambiare significato con l’età:

un tappeto che scivola, un pavimento bagnato, una vasca da bagno, un gradino poco illuminato, una sedia utilizzata per raggiungere un pensile.

Una casa che per me è perfettamente comoda può non esserlo affatto per una persona anziana, per un bambino o per qualcuno con difficoltà motorie.

Ed è forse questo il vero significato di casa sicura: non esiste una sicurezza astratta, esiste una casa adatta alle persone che la abitano.

Prevenire, ma anche sapere cosa succede se qualcosa va storto

Quello che ho visto sabato mi ha portato anche a un’altra riflessione.

Un incidente all’interno della nostra abitazione può non riguardare soltanto noi.

Un incendio, una perdita d’acqua o un altro evento possono coinvolgere appartamenti vicini, parti comuni del condominio e beni appartenenti ad altre persone.

Ed è qui che entra un tema al quale, confesso, dopo quanto accaduto ho pensato anch’io in maniera diversa: l’assicurazione della casa.

Ho chiamato il professionista che mi segue in campo assicurativo per capire meglio quali coperture esistano e soprattutto come ci si possa tutelare quando da un incidente nella propria abitazione derivano danni anche a terzi.

Non significa pensare che una polizza possa sostituire la prevenzione.

Significa semplicemente capire che esistono due problemi diversi:

cercare di evitare che qualcosa accada e sapere come siamo protetti se, nonostante tutto, accade.

E prima ancora di pensare a una nuova polizza credo possa essere utile fare una cosa molto più semplice: prendere quella che eventualmente abbiamo già e capire cosa copre realmente, quali sono i massimali, quali le esclusioni e se comprende la responsabilità civile verso terzi.

Da questa esperienza è nata anche un’idea

Da oltre venticinque anni entro nelle case delle persone per lavoro.

Ne guardiamo metratura, esposizione, stato di manutenzione, documentazione, impianti e valore.

Sabato mi sono accorto che potremmo aggiungere una domanda:

quanto sappiamo della sicurezza della casa nella quale stiamo entrando?

Per questo sto pensando di coinvolgere tecnici e professionisti competenti per provare a costruire un piccolo protocollo di verifica della sicurezza domestica da mettere in futuro a disposizione dei miei clienti, sia di chi vende sia di chi acquista.

Professionista controlla un rilevatore di fumo installato sul soffitto di un’abitazione.

È soltanto un’idea da sviluppare.

Non penso a certificazioni o improbabili bollini di “casa sicura”.

Penso a qualcosa di molto più semplice: una verifica ragionata che possa aiutare a individuare eventuali aspetti ai quali prestare attenzione e, quando necessario, suggerire l’intervento del professionista competente.

Perché occuparsi di case, forse, significa anche questo.

Non soltanto sapere quanto valgono.

Una piccola verifica che possiamo fare già oggi

Senza alcuna pretesa di completezza, possiamo iniziare guardandoci intorno:

  • Prese e multiprese: ci sono sovraccarichi, cavi deteriorati o collegamenti improvvisati?
  • Cucina: materiali infiammabili sono troppo vicini ai fornelli? Abbiamo l’abitudine di lasciare qualcosa sul fuoco senza controllo?
  • Elettrodomestici: ce n’è qualcuno che si surriscalda o presenta anomalie che continuiamo a ignorare?
  • Fonti di calore: stufe, camini e altri apparecchi sono utilizzati e mantenuti correttamente?
  • Pavimenti e tappeti: esistono punti nei quali è facile inciampare o scivolare?
  • Scale e illuminazione: i percorsi sono sicuri anche di notte?
  • Bagno: doccia e vasca presentano rischi particolari per bambini o persone anziane?
  • Farmaci e detergenti: sono conservati in maniera sicura?
  • Assicurazione: sappiamo realmente cosa copre la nostra polizza e cosa accadrebbe in caso di danni provocati a terzi?

Non è un controllo tecnico.

È semplicemente un modo per guardare per qualche minuto la nostra casa con occhi diversi.

Una casa non deve soltanto valere. Deve proteggerci.

Nel mio lavoro sono abituato a parlare di metri quadrati, piano, esposizione, stato dell’immobile e valore di mercato.

Continuerò naturalmente a farlo.

Ma quello che ho visto sabato mattina a Colli Aniene mi ha ricordato qualcosa di molto più semplice.

Prima di essere un bene immobiliare, una casa è il luogo nel quale dormiamo, cresciamo i nostri figli e trascorriamo una parte importante della nostra vita.

Ogni tanto, quindi, alle tante domande che facciamo su una casa vale la pena aggiungerne una.

Quanto è sicura per le persone che ci vivono?

Fonti e approfondimenti

Per la redazione di questo articolo sono state consultate fonti istituzionali e giornalistiche, utilizzate sia per i dati sulla sicurezza domestica sia per documentare i fatti di cronaca citati.

  • Istituto Superiore di Sanità – EpiCentro, PASSI e PASSI d’Argento. Dati 2023-2024 su incidenti domestici, percezione del rischio e cadute nella popolazione anziana. Consulta i dati ISS – EpiCentro.
  • Ministero della Salute – Incidenti stradali e domestici. Informazioni istituzionali sui fattori di rischio e sulle strategie di prevenzione degli incidenti in casa. Consulta l’approfondimento del Ministero della Salute.
  • Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco – La sicurezza in casa. Indicazioni sulla prevenzione degli incendi domestici e sui comportamenti utili a ridurre i rischi legati a elettricità, fonti di calore e materiali combustibili. Consulta le indicazioni dei Vigili del Fuoco.
  • IVASS – Le assicurazioni della responsabilità civile. Guida sulle coperture di responsabilità civile e sulla tutela rispetto ai danni accidentalmente provocati a terzi. Consulta la guida IVASS.

Fonti di cronaca

  • RaiNews TGR Lazio, 26 settembre 2026. “Roma, morto nel rogo di un appartamento a Colli Aniene”. Leggi l’articolo.
  • RaiNews TGR Lazio, 27 settembre 2026. “Incendio in un appartamento a Monte Sacro: morto un uomo di 77 anni”. Leggi l’articolo.
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